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funghimundi

Consiglio Direttivo 2022
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  1. i tortelli ci vengono squi-si-ti
  2. Fabio è ESATTAMENTE quello che pensavo stamattina mentre gudando mi riproponevo di scrivere una lettera aperta a quelli che tra me e me definivo "rappresentanti SPENTI" e condivido anche il 'meteo'
  3. ciao Roberto, provo ad argomentare anche la parte sulla quale ho glissato dici: " ......Però hai glissato sull'aspetto importante dell'allevatore che, secondo me, non può in cuor suo ricevere ristoro dal mero rimborso di un valore venale dell'animale perso." io sono del parere che un allevatore che subisce un danno debba essere risarcito in manier equa, con tempi certi e procedure quanto più semplici possibili. Purtroppo questa mia opinione, che sembra così facile da applicare si scontra con: 1) italica furberia dentro la quale ci stanno miriadi di episodi di false denunce, valori esorbitanti, incidenti camuffati, etc. 2) contenziosi sempre aperti da parte dei più furbi/riottosi 3) lentezza "congenita" dell'apparato pubblico Tieni poi conto che il valore venale è ciò che viene rimborsato anche dalle assicurazioni (private, spesso quotate in borsa o comunque a vario titolo 'partecipate' da frotte di risparmiatori contenti dei profitti che derivano dal loro agire) in caso di danni materiali, applicando anche coefficienti di deprezzamento di tutti tipi. Guardiando poi le cose anche da un punto di vista diverso,e cioé quello della collettività che difende appunto interessi collettivi e non privati come un imprenditore zootecnico, si scopre che: - ci sono da molti anni numerosi contributi/agevolazioni per il settore (la cui crisi strutturale non dipende certo dal lupo); - da quando si cono messe a punto e si applicano tecniche diagnostiche più precise per periziare i presunti attacchi da lupo, i risracimenti, in zone con problema endemico, sono drasticamente diminuiti (eppure le popolazioni di lupo sono aumentate ....); - gli sforzi pubblici di adeguare il sistema ad una possibile convivenza sono a volte disattesi se non addirittura ostacolati. Un ultima considerazione: anche se non spessissimo a volte mi capita di visitare allevamenti ovini. Vedendone le condizioni strutturali e organizzative mi chiedo come mai quegli stessi animali che una volta vittime di attacchi sono considerati frutto di 'passione', 'prolungata selezione', 'riproduttori impagabili', etc. etc. non siano nei fatti adeguatamente protetti. Capisco che sia oneroso e non facile ma mi pare che molti nel settore non abbiano alcuna intenzione di farlo. Dici ancora: "Non sono mai riuscito a capire perchè un animale deve essere difeso e un'altro no!" Gli ovini, e le specie domestiche in generale, godono in teoria della massima protezione possibile: quella dell'uomo. Nella realtà ciò si traduce in quella che i loro proprietari (perchè sono proprietà privata, non scordiamolo) sono disponibili ad accordargli. Gli animali selvatici sono invece passati sotto il profilo giuridico dall'essere "res nullius" e cioè 'cosa di nessuno' (!!) a "patrimonio indisponibile dello Stato" e quindi anche mio, tuo etc. In questa ottica, e tenendo conto di quanto detto sopra, i risarcimenti assumono la loro logicità ma è anche chiaro quali sono gli interessi in gioco. Ci sarebbe poi da discutere dei casi inversi e cioè dei danni procurati dai privati al patrimonio pubblico in maniera sia episodica che sistemica; il discorso si farebbe troppo lungo ma credo che sarebbe un utile esercizio per chiunque approccia questi problemi. Da parte mia sono disponibile a parlarne. dici infine: "E da ultimo, perchè vogliamo a tutti i costi entrare nel merito dell'evoluzione?" Cioè? Una evoluzione senza l'intervento dell'uomo vedrebbe (credo perchè la prova non c'è) lupi e antenati selvatici delle razze domestica a giocarsela tra di loro senza di mezzo pastori, cani, recinti, mazze, asce, bastoni, lance, frecce, archibugi, fucili, trappole, bocconi avvelenati, tagliole, lacci, (vado avanti ...) Quella con l'intervento dell'uomo vede le pecore curate dall'uomo che secondo me non può pretendere l'assenza del predatore. Un caro saluto Marco
  4. ecco l'articolo comparso su corriere.it http://www.corriere....684210d8b.shtml l lupo torna a essere una preda (ma quei fucili sono un errore) Voto alla Camera: caccia possibile se attaccano bestiame Di DANILO MAINARDI La commissione Agricoltura della Camera ha approvato martedì all'unanimità un documento ove si consentirebbe, se diventasse legge, l'abbattimento dei lupi «per prevenire danni importanti al bestiame». Tutti d'accordo: un documento bipartisan. Tutti d'accordo, però, all'interno della commissione, ma non tra gli studiosi di ecologia e tra i difensori, questi in un'ottica animalista, dello splendido e prezioso predatore. Si sono subito fatti sentire, e assai criticamente, il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria («È scioccante leggere che il principale problema per l'agricoltura italiana sia il lupo, definito un "terrore", con una criminalizzazione inaccettabile») e il consigliere nazionale dell'Enpa, l'ente nazionale per la protezione degli animali, Annamaria Procacci («I danneggiamenti imputabili ai lupi valgono appena cinquantamila euro in tutto il territorio nazionale»). Altre voci dissenzienti certo non mancheranno nei prossimi giorni. Occorre dire, a commento, che il documento ancora una volta sottolinea la non volontà, oppure forse l'incapacità politica, di affrontare un problema della natura mirando a far le cose come si dovrebbe, cioè secondo scienza e ragionevolezza. Prevalgono invece la faciloneria, l'approssimazione e, purtroppo, l'idea illusoria che, usando metodi drastici e rifacendosi a un malinteso buonsenso, si possa ottenere qualcosa di efficace in ambito naturalistico. Non è così. Basta vedere come, con la «saggezza del buon senso», sono stati ridotti i nostri pescosissimi mari, o le nostre città, dove ci si continua a illudere che, se i colombi sono troppi, basti eliminarne un po'. Il fatto è che per gestire gli equilibri naturali occorre pensarci per tempo, un po' di sacrifici e, fondamentale, che le azioni intraprese vengano fatte proprie dalle popolazioni umane coinvolte. Il che prevede un'opera a lungo termine di divulgazione, di coinvolgimento e di accettazione delle soluzioni da parte della collettività. Ciò, ovviamente, in cambio di qualcosa di palesemente utile. Così come è quando si mira al raggiungimento degli equilibri naturali. Ed ora è la volta del lupo, che da decenni sta ricolonizzando il nostro Paese, che da tempo soffre per l'innaturale proliferare di cinghiali, cervi e caprioli incautamente liberati a scopo venatorio e sfuggiti ad ogni controllo. Il lupo, si potrebbe dire, sarebbe, con altri grandi predatori come la lince e l'aquila, un poco anche l'orso, l'unica soluzione. Ma il lupo, in un ambiente antropizzato come il nostro, va gestito bene e per tempo. La gente deve imparare a convivere con lui e lui, il lupo, animale intelligentissimo, pur esso deve imparare. Ciò può avvenire ed esistono esempi che lo dimostrano, a cominciare dai lupi di Yellowstone e dagli allevatori che pascolano il loro bestiame ai margini di questo antico luogo naturale. Occorrono però (siamo sempre lì) buone leggi. Per esempio: se i lupi fanno un po' di danni lo Stato deve provvedere senza troppa burocrazia e in fretta a rimborsare i danneggiati, che in genere sono persone semplici e che non hanno tempo da perdere. Solo così si può ottenere qualcosa, che però non sarebbe qualcosa da poco. Sarebbe l'equilibrio della nostra natura. Senza il lupo non si può. 27 luglio 2011 08:00
  5. NO! scusa se lo dico con enfasi ma su queste cose è bene essere chiari. Il lupo in Italia non si è mai estinto (documentati e vedrai che ho ragione) ne tanto meno è stato reintrodotto su questo ultimo aspetto prova a rispondere alle seguenti domande: 1) chi alleva lupi? 2) chi cattura lupi a scopo reintroduzione in altri ambienti? 3) quanto costerbbe una operazione di reintroduzione? 4) chi potrebbe farla sotto il profilo delle capacita? 5) chi ha le risorse economiche per farlo? qualora a tuttte le opzioni di cui sopra si possibile rispondere "si" (magari motivando eh ....) rimane un ultimo e importante quesito: chi lo vrebbe poi fatto in Italia? certamente si suppone/accusa un ente pubblico (parco?); e perchè non lo avrebbe mai detto? mica c'è ilsegreto di Stato su operazioni come queste. Piaccia o meno la pastorizia, iniziata con la domesticazione dei primi ovini nel vicino oriente nel 2050 a.c. circa, è arrivata sino a noi senza soluzione di continuità insieme alla presenza di Canis lupus, mai estinto in Italia come in altre zone europee, asiatiche e del nuovo mondo, nelle quali ha sempre convissuto (con difficoltà certamente) con le attività zootecniche. Marco p.s. non solo l'ho pensato che un allevatore può amare i suoi animali, ma ne sono talmenete convinto che ancora mi emoziono ed anche esalto tra avini e bovini allevati; il fascino per questi anaimali ha segnato la mia coscineza di bambino e poi la mia vita professionale dai tempi della tesi universitaria durante la quale ho convissuto con un gregge di agnelli .....
  6. non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... :biggrin: bravi ragazzi! maro' che funghi ...
  7. ... nel suo bel contesto 'notte
  8. 4° e ultima località "Canalaccia" (e prima o poi vi racconto una storia ...) 44°14'47" N 10°31'11"E 1.210 m slmm
  9. ... nella nebbia del mattino ...
  10. sempre lei, di fianco all'oratorio dedicato al santo modenese
  11. 3° località San Geminiano 44°23'16" N 10° 30' 00" E, 1454 m slmm
  12. 2° sempre a Cà del Pella, la fontana più recente nella 'nuova' strada
  13. sempre lei; nella casa intonacata ho passato tra le notti più silenziose della mia vita
  14. contribuisco con altre quattro fontane che mi sono familiari, tutte in comune di Frassinoro (MO) 1° località "Cà del Pella" di Piandelagotti, 44°13'26" N 10°30'42"E, 1.320 m slm fontana nel nucleo storico attraversato dalla via Bibulca
  15. bravo Luky!!! bravo Gianluca!! e bravi pure moglie e gatto! davvero una bella storia
  16. QUI potete leggere una risposta di fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale Appennino tosco emiliano
  17. fontana dell'Imbrancamento, comune di Frassinoro, provincia di Modena 44°11'48.61"N; 10°30'23.52"E; 1352 m slmm, oggi il tubo è cambiato
  18. funghimundi

    ZOO

    è quello che mi dico un giorno si e uno no ....
  19. funghimundi

    ZOO

    an vedi quella spudorata della ballerina che fisichetto che ha messo su ..... si vede che le cure prossimo-parentali cui ho assitito hanno avuto un ottimo effetto : ora però vi voglio veder con le lezioni di volo ..... :biggrin:
  20. ascoltare e riflettere: questo è un gran bel parlare che fa di te la bella persona che ho sempre intuito anche se troppo poco frequentato vedremo di recuperare ascoltando e riflettendo insieme e naturalmente anche banchettando copiosamente!!
  21. si diceva: "E' dovere della regione tutelare gli allevatori e gli agricoltori prevedendo sostegni economici per i danni subiti" ..... dal portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all'agricoltura: "Danni da fauna selvatica: la Regione risarcisce 1.847.000 euro 07/12/2010 Bologna – Quest’anno la Regione risarcirà il 100 per cento dei danni certificati alle produzioni agricole causati, durante l’annata agraria 2009-2010, dalla fauna selvatica: in tutta l’Emilia-Romagna verranno così indennizzati gli agricoltori per un totale di circa 1.847.000 euro, pari all’ammontare delle devastazioni registrate sulla base degli accertamenti effettuati dai tecnici delle province emiliano-romagnole. In particolare si tratta delle perdite di produzione provocate, nel corso del 2010, dalla fauna selvatica protetta sull’intero territorio regionale e dalle specie cacciabili alle colture ed agli allevamenti ittici che ricadono all’interno di parchi, oasi, zone di ripopolamento e cattura ed altri istituti di protezione, nonché quelli provocati dal piccione domestico e dalla nutria. Nell’annata agraria precedente i danni furono pari a 2.494.910 euro; nel 2008 ammontarono a 2.874.171 euro. “Per la prima volta dopo molti anni – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura ed alle Attività venatorie Tiberio Rabboni – la Regione Emilia-Romagna ha indennizzato il 100% delle perdite di produzione. Nel 2006 questa percentuale si era attestata al 50, lo scorso anno è arrivata all’80%. Si tratta di un risultato significativo dovuto sia all’aumento delle disponibilità finanziarie che alla concreta riduzione dei danni ottenuta con specifiche misure di prevenzione. Gli investimenti, realizzati negli ultimi anni, per il contenimento dei danni da fauna selvatica, stanno producendo i primi risultati concreti”. Si tratta di recinzioni tradizionali o in plastica, reti antiuccello, protezioni elettriche a bassa intensità, dissuasori acustici con emissioni di onde sonore di varia ampiezza o “grida” registrate di allarme o stress, oltre alle azioni di prelievo in controllo per riportare la densità della fauna selvatica a livelli compatibili con le caratteristiche del territorio. “Proseguiremo questo impegno anche nel 2011 – ha concluso Rabboni - e a questo scopo abbiamo incrementato le risorse destinate alle attività di prevenzione dei danni”. Gli agricoltori della Provincia di Bologna riceveranno indennizzi pari a 554.000 euro, seguiti dai colleghi ferraresi con 357.500 euro; chiude la classifica Rimini con 21.000 euro. Negli altri territori 199.000 euro andranno agli agricoltori di Forlì-Cesena, 126.000 euro a Modena, 94.000 a Parma, 48.000 a Piacenza, 221.000 a Ravenna e 224.000 a Reggio Emilia. Sono stati integralmente risarciti tutti i danni rilevati. /SM" commento: a volte basterebbe conoscere ciò di cui si parla ....
  22. ciao sesto pur rispettando le tue idee credo ci sia qualcosa da puntualizzare ciao ragazzaccio con amicizia Marco
  23. aggiungo un'ultima considerazione di carattere più politico; il consigliere regionale intervistato dice: "E' dovere della regione tutelare gli allevatori e gli agricoltori prevedendo sostegni economici per i danni subiti". Vero, infatti esistono (e quindi non c'è bisogno di prevederli); magari sono insufficienti e/o difficili da ottenere e su questo si può/deve lavorare "occorre quindi monitorare la situazione, monitorare il territorio. Non sappiamo neanche quanti capi sono presenti ..." Monitoraggi e cesnsimenti costano e non vedo chi altri potrebbe farli se non soggetti pubblici. dunque ci vogliono più denari ma la attaulità ci parla di tagli pesanti; c'è qualcosa che non quadra
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